Turismo e natura per tutta la famiglia

Oramai stiamo andando dritti verso l’estate, che sappiamo essere il periodo vacanziero per eccellenza e anche periodo nel quale le persone vanno maggiormente in ferie dal lavoro. Dunque, è il momento migliore per organizzare le vacanze in famiglia, in modo da passare molto più tempo insieme dal momento che la vita di tutti i giorni è sempre frenetica e permette in poche occasioni di essere tutti insieme. 

Organizzare una vacanza in famiglia oggi è divenuto molto più semplice, specialmente in alcune zone del nostro Paese, le quali hanno pensato con visione ottima di creare strutture alberghiere a modello di famiglia. Questo anche nel caso di famiglie numerose. Vediamo nel nostro articolo come fare per organizzare le proprie ferie tra turismo e natura per tutta la famiglia.

Turismo e natura per tutta la famiglia

Sia che il desiderio della vacanza sia quello rivolto al mare e la spiaggia in totale relax, oppure a contatto con la natura, Riccione si presta alla perfezione per entrambe le soluzioni. Nel primo caso, se si vuole andare al mare con tutta la prole al seguito, la scelta migliore è quella di un hotel per famiglie Riccione, pensato e realizzato appositamente per donare a tutti, figli compresi, una vacanza indimenticabile. 

Il secondo caso è quello per cui la scelta migliore si dimostra essere un agriturismo Riccione, la cui posizione è certamente all’interno della natura incontaminata di una delle zone più belle d’Italia. 

Qui si potrà contare su qualcosa di unico, tanto verde, tanto silenzio, e cucina tipica, tradizionale e casalinga. Insomma, si tratta di un’esperienza unica che è necessario provare nella vita, chi la prova una volta non riesce più a farne a meno per gli anni successivi.

Ad ogni modo, qualsiasi sia la vostra idea di vacanza, Riccione è una località che fa assolutamente per voi, e per le serate molto calde d’estate la movida notturna permette ottime opportunità. Frescheggiare bevendo qualcosa di ghiacciato lungomare è un punto in comune tra le due scelte, per dare anche ai propri figli qualcosa di più movimentato e a modello giovanile.

Una vacanza nella natura con la famiglia

Quando si parla di vacanza in famiglia si pensa sempre ai bambini, e spesso la decisione verte su zone nelle quali vi siano dei parchi divertimento. 

Da qualche anno a questa parte però, una delle soluzioni interessanti che vengono scelte è quella di fare vacanze nella natura, per permettere anche ai propri famigli di conoscere, apprezzare e salvaguardare la natura.

Vacanza in natura con la famiglia

Specialmente per le vacanze estive, una delle mete migliori che permettono di godere sia del mare che della natura è l’Adriatico, che permette escursioni molto interessanti nel suo hinterland. 

Si tratta di una delle zone d’Italia dove si trovano i migliori hotel per famiglie, questo perché è stata la prima parte del Paese a scegliere questa direzione, divenendo di fatto i migliori in assoluto in questo campo.

Per quel che concerne la parte naturale, la scelta migliore è quella di optare per un agriturismo a Rimini, dato che quelli più importanti e migliori della categoria si trovano immersi in zone verdi e caratterizzate da pace assoluta, elemento che rende anche rilassanti le proprie vacanze. 

Per quelli invece che amano la natura, ma che non vogliono allontanarsi dal mare, ecco che la migliore opzione a disposizione è un hotel 3 stelle a Riccione, una via di mezzo tra le vacanze senza pensieri e costi meno pesanti. 

Quello che caratterizza Riccione negli ultimi anni è che gli alberghi a 3 stelle sono praticamente volti alla clientela come un tempo facevano i 4 o 5 stelle, fornendo tutti i principali servizi e il massimo del comfort. 

Proprio grazie a queste realtà la riviera adriatica è oggi luogo perfetto per qualsiasi tipologia di vacanza, ovvero sia per coloro che cercano pace e natura lontani dalla grande confusione delle spiagge affollate, che per coloro che invece amano il contatto umano e desiderano recarsi in luoghi dove ci sia vita, sia mondana che serale.

Inoltre, questa zona si è distinta per gestire al meglio i viaggi e le vacanze in piena emergenza pandemica, offrendo sempre alla clientela massima sicurezza durante la loro permanenza in zona.

Tornare a viaggiare, in modo sostenibile

Viaggiare è una vera e propria passione per molte persone. Che si tratti di una classica vacanza in famiglia a Riccione, di una spiaggia esotica o di un viaggio nell’estremo oriente, passare le ferie lontano da casa è un ottimo modo per ricaricare le batterie.

Farlo in modo sostenibile, sotto il punto di vista ecologico ed economico, è però tutta un’altra cosa. In tal senso, per fortuna, spesso rispettare la natura significa anche risparmiare denaro. Andiamo ad approfondire questa tematica con alcuni interessanti spunti.

Viaggiare in modo sostenibile: alcuni consigli pratici

Vacanza e natura sono un binomio sempre più ricco di significati. Al di là del contesto, che può essere quello di un agriturismo a Riccione o una qualunque meta esotica, vi sono alcune piccole attenzioni da mantenere.

In primis, se il luogo in cui ci si reca è relativamente vicino a casa, va scelto bene il mezzo di trasporto. L’aereo infatti, può essere spesso uno spreco. Il treno è un mezzo più economico e meno impattante a livello ecologico.

Se proprio l’aereo si rende necessario, è bene scegliere per quanto possibile voli diretti. Una volta giunti a destinazione poi, i mezzi utilizzabili possono essere il bus, ma anche la bicicletta (magari noleggiata) o si può semplicemente camminare.

Anche per quanto riguarda pranzi e cene, è possibile sfruttare la tecnologia (nello specifico alcune app appositamente ideate) per alimentarsi seguendo una filosofia ecosostenibile. Sotto questo punto di vista poi, sia per il cibo che per eventuali acquisti, può essere una buona abitudine sostenere le attività locali.

Strutture sostenibili e niente plastica: le chiavi per una vacanza eco-sostenibile

Ovviamente poi, scegliere una struttura ricettiva in linea con una filosofia sostenibile è un ottimo coronamento di quanto detto sinora. Che si tratti di un agriturismo, un B&B o una soluzione simile, è sicuramente meno impattante rispetto a un residence o un hotel a 5 stelle.

La plastica è chiaramente bandita. In tal senso, per esempio, è possibile adottare una cara e vecchia borraccia al posto di bottigliette di plastica. Questa soluzione, soprattutto nelle aree ricche di fontane con acqua potabile, è pressoché d’obbligo. Per limitare questo materiale poi, è possibile agire persino sui vestiti, evitando accuratamente quelli che non presentano fibre organiche, notoriamente biodegradabili.

Arredare in modo sostenibile

Arredare in modo sostenibile significa voler bene all’ambiente e appassionarsi delle tematiche ambientali, scegliendo una vita più green. Invece di contribuire all’inquinamento atmosferico, l’arredamento sostenibile permette di risparmiare e di investire vecchi materiali, riciclandoli. 

Come arredare in modo sostenibile

Viviamo in un’epoca in cui stiamo assistendo a importanti cambiamenti: il nostro pianeta non è più quello dei nostri nonni. Il clima, la natura: tutto sta mutando, un po’ per colpa dell’uomo e dell’inquinamento. Per questo motivo, arredare casa in modo sostenibile è estremamente importante per salvaguardare la bellezza della natura. 

Non è solo una questione di contenere le spese. Tra i suggerimenti più utili, per esempio, c’è la possibilità di sfruttare l’arredamento usato: vecchi mobili, magari ritrovati in cantine o soffitte, a cui ridare nuova vita. Anche il riciclo intelligente o il mondo dell’usato sul web può aiutare ad arredare gli ambienti.

Altre idee green possono riguardare il pavimento – il bamboo è in piena tendenza – illuminazione LED, scegliere vernici ecologiche e pensare di investire sull’impianto domotico. Non dimenticate uno spazio verde, super green: è un modo per realizzare un piccolo orto da coltivare, anche in balcone o terrazzo. 

Sfruttare il riciclo

Il riciclo creativo negli ultimi tempi ha conquistato un successo strepitoso, soprattutto perché, oltre al risparmio, significa creatività: vecchi contenitori, materiali di riuso, persino strumenti musicali che non funzionano più possono diventare protagonisti della casa. Così un pianoforte diventa una libreria, ma soprattutto si sceglie di non inquinare comprando altri mobili. 

Materiali migliori per arredo sostenibile

Il gres porcellanato è tra i materiali migliori da scegliere per la propria abitazione. Prima di tutto, è economico, ma soprattutto è resistente ed estremamente versatile. La struttura vetrosa di questo materiale si distingue proprio per la durezza, oltre alla resistenza ai carichi pesanti. Non è un pavimento che si usura molto nel tempo. 

Si dovrebbe scegliere anche di investire su nuovi infissi, in quanto permettono di isolare la casa termicamente, utilizzando molto meno l’impianto di riscaldamento o condizionamento. In cerca di infissi a Rimini? Valutate molto bene il materiale, soprattutto perché deve offrire un isolamento termico e acustico di un certo livello per garantire risparmio e dunque sostenibilità.

Come unire igiene e rispetto per l’ambiente

In un contesto sociale come quello attuale, in cui la Pandemia di Coronavirus sta mettendo in difficolta molte tipologie di attività, igiene e sanificazione sono due aspetti assolutamente essenziali. Quando però si deve fare questa operazione, è da tenere presente che vi possono essere danni per il mondo che ci circonda se non si utilizzano i prodotti giusti. Nel nostro articolo vogliamo andare a parlare proprio di questo, ovvero di come si possono unire igiene e rispetto per l’ambiente. 

Come unire igiene e rispetto per l’ambiente

Sanificazione uffici, ambienti aziendali e tutto quello che richiede un intervento di sanificazione, che sia essa consistente o marginale, sono operazioni che richiedono una certa attenzione. Per evitare di andare ad impattare in maniera negativa sull’ambiente che ci circonda, si devono tenere presenti elementi importanti quando si vanno a scegliere i prodotti. È importante precisare che, per avere una sicura efficacia in merito al possibile contagio da Coronavirus, è bene evitare i composti fai da te che si consigliano online, a meno che non si abbia una conoscenza vasta delle composizioni. 

A questo punto è bene rivolgersi ai prodotti che abbiano degli ingredienti in grado di distruggere i batteri, e abbastanza potenti da essere in grado di igienizzare l’ambiente contro il Coronavirus. Questo non significa che non si debba pensare all’ambiente, anzi, vi sono molti prodotti in commercio che possono essere scelti, che hanno tutte le carte in regola per essere efficaci al massimo ma composti in modo che siano “green”. 

Per fare una scelta saggia basta un piccolo accorgimento, ovvero andare a vedere nelle bacheche online del Ministero della Salute, quali sono i migliori prodotti per igienizzare che siano composti con elementi che non sono nocivi per la salute di chi li utilizza e per l’ambiente nei quali devono essere rilasciati. Specialmente in quei casi in cui poi si deve passare molto tempo nelle aree sottoposte a igienizzazione, è importante che i prodotti non vadano a inficiare la salute, infatti, vi possono essere prodotti non certificati che a lungo andare possono provocare problemi, anche a livello respiratorio.

Lavoro da casa: una vittoria per la sostenibilità?

La riconversione green dell’economia è oggi un tema centrale e l’accelerazione del percorso di transizione energetica è dettata anche dalle risorse previste dal Next Generation Eu. Gli stanziamenti per l’Italia ammontano a 209 miliardi di euro e di questi circa 75 miliardi saranno destinati a sostenere la “rivoluzione verde”. 

Ma cosa intendiamo quando parliamo di sviluppo sostenibile?

La commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo nel rapporto Brundtland già nel 1987 affermava che:

lo sviluppo sostenibile è quello sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere le possibilità delle generazioni future”.

Oggi, alla luce dei danni che in decenni abbiamo procurato all’ambiente, possiamo capire la portata e l’urgenza di un cambiamento di rotta nel nostro modello economico e nei nostri stili di vita.

Come evidenziato da ASVIS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile oggi circa  3,5 miliardi di persone vivono in città. Questo numero è destinato a lievitare  fino a cinque miliardi nel 2030 ed è quindi prioritario rendere le città inclusive e sostenibili come emerge dal sesto Rapporto sulle città di Urban@it presentato in occasione di un evento online venerdì 29 gennaio.

Come si inserisce lo smart working nella sfida della “rivoluzione verde”?

Il lavoro agile, nato con l’intento di conciliare vita privata, vita professionale  e produttività aziendale,  non è stato certo pensato con l’intento dichiarato di migliorare l’impatto delle attività lavorative sull’ambiente. Nonostante questo come rilevato da Enea  l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile nell’ambito di uno studio condotto su 5.500 lavoratori e 29 pubbliche amministrazioni,  lo  smart working riduce di circa un’ora e mezza gli spostamenti giornalieri, genera un risparmio di 46 milioni di chilometri, riduce di 8mila tonnellate le emissioni di CO2, di 1,75 tonnellate le emissioni di PM10 e di 17,9 tonnellate le emissioni di ossido di azoto.

Marina Penna, una delle ricercatrici nel team di studi condotti Enea sull’impatto dello smart working sull’ambiente ha dichiarato che:  “Basterebbe anche un solo giorno a settimana di smart working per i tre quarti dei lavoratori pubblici e privati che utilizzano l’automobile, per ridurre del 20% il numero di km percorsi in un anno. In questo modo si otterrebbe un risparmio di circa 950 tonnellate di combustibile, oltre a una riduzione di più di 2,8 milioni di tonnellate di CO2, di 550 tonnellate di polveri sottili e di 8mila tonnellate di ossidi di azoto, con un significativo impatto positivo sulla salute della popolazione”.

Gli annunci di lavoro pubblicati dalle maggiori aziende di selezione e formazione come Risorse.it, registrano una richiesta crescente di lavoratori agili, e lo smart working entrerà di fatto a far parte della new normality.

Lavoratori e consumatori sono pronti al cambiamento?

Uno studio sul tema dei consumi e degli acquisti,  condotto dai professori Simona Bigerna, Silvia Micheli e Paolo Polinori del Dipartimento di Economia di Unipg, pubblicato su Technological Forecasting and Social Change,  ha individuato nei giovani cittadini pronti a promuovere una trasformazione socioeconomica radicale. In nome della sostenibilità ambientale una buona percentuale di giovani presi in esame ha dichiarato di essere disposta a pagare un prezzo più elevato per un sistema di certificazione dei prodotti basato sulla tecnologia blockchain

E per quanto riguarda gli spostamenti in città?

L’indagine “Mobilità ai tempi del Covid”, condotta fra alcune centinaia di lavoratori  dipendenti di Roma, Milano e Palermo da MUV, startup che si occupa di mobilità sostenibile, ci dice che il 50% dei lavoratori è disposto a modificare le proprie abitudini di mobilità, rinunciando all’auto privata.

I segnali sono positivi e il lavoro agile ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo determinante nella “rivoluzione verde”!

Mangiare fuori: in modo sostenibile

Andare a mangiare fuori non vuol dire necessariamente lasciarsi alle spalle un modo virtuoso per rispettare l’ambiente, infatti, anche quando si sceglie di andare in un ristorante si può rimanere coerenti con le proprie idee. Per fare questo basta scegliere i ristoranti giusti, ecco alcuni locali in Italia che consentono di mangiare bene e in modo sostenibile.

Cinque ristoranti per mangiare fuori in modo sostenibile

Ecco cinque ristoranti italiani dove si può mangiare in modo sostenibile:

  • La S Romagnola: siamo a Borgo San Giuliano provincia di Rimini. In questo ristorante oltre a poter godere della straordinaria cucina tipica romagnola, si troverà una cura del dettaglio che è cosa davvero rara. La sostenibilità è uno dei massimi principi su cui questo locale per mangiare a Rimini fonda la sua attività.
  • Gesto: locale molto tipico di Milano, il quale opera in modo del tutto sostenibile per il rispetto della natura e delle persone che consumano il cibo. Si tratta di una formula che dagli esperti è definita come sostenibile ed eco-compatibile, grazie alla quale vengono proposti piatti a base di carne, pesce e verdure, tutti preparati facendo estrema attenzione all’impatto sull’ambiente.
  • Toast to Coast: siamo sempre nella zona di Milano, e questo è un altro locale che opera in modo sostenibile al cento per cento. Una delle peculiarità di questo posto è la preparazione di toast farciti con prodotti ittici di qualità e che provengono da pesca sostenibile.
  • La Madia: ristorante situato ad Agrigento, il quale grazie alla sua opera di sostenibilità in campo culinario ha raggiunto un livello talmente elevato da essere stato premiato nel 2019 come il miglior ristorante sostenibile dell’anno. Ad oggi in Italia sono in crescita i ristoranti che seguono l’esempio de La Madia di Agrigento, e non è da escludere che molti di quelli prossimi all’apertura prendano ispirazione proprio da questo esempio virtuoso.
  • Fusho: si tratta in questo caso di una catena di street food, la quale va a coniugare in maniera perfetta il sushi giapponese e il burrito tex-mex rispettando in tutti e due casi il principio della sostenibilità, andando a lavorare i prodotti senza impattare negativamente sull’ambiente.

Brand ecologici

Negli ultimi anni anche l’industria della bellezza ha subìto un cambiamento grazie ad una crescente domanda di prodotti più ecologici, sani e dal packaging più sostenibile. Qui di seguito vi elenchiamo alcuni brand:

Bio Phytorelax: dai laboratori Phytorelax è nata la prima linea biologica certificata Cosmos Organic, creata nel rispetto dei più elevati standard per la cosmesi biologica. I prodotti della linea Bio Phytorelax sono formulati senza profumazioni sintetiche, coloranti, siliconi, parabeni e oli minerali. Inoltre non racchiudono materie prime derivate da OGM, sono certificati VeganOk e testati dermatologicamente.

TATA HARPER: Ha fondato il brand circa dieci anni fa, successivamente ad un’emergenza famigliare di salute, che l’aveva portata a rivedere i suoi acquisti in fatto di beauty. Così la colombiana Tata Harper si è realizzata una clientela con la sua linea amata e ricercata per le sue formule naturali, prive di ingredienti tossici e focalizzate sul risultato per cui vengono create. Prodotti dosati e spediti direttamente dalla sua fattoria.

HERBIVORE BOTANICALS: si tratta di uno dei brand di cosmesi più proclamati al mondo: il loro Bamboo Charcoal Soap è divenuto oramai un vero e proprio prodotto cult. I prodotti di Herbivore sono creati con ingredienti biodegradabili e venduti in confezioni di vetro e scatole riciclabili.

Anche la moda diventa sostenibile… impiega materiali di origine naturale rimuovendo sostanze chimiche e dannose dai processi produttivi, e inoltre, si dimostra vigile a tematiche quali quelle degli sprechi e del riciclo. La moda etica è oggigiorno una realtà e una scelta che sempre più aziende hanno deciso di abbracciare. Gli scarti tessili prodotti dai processi di lavorazione di altre aziende, divengono per questi marchi una materia prima dalla quale realizzare intere collezioni di moda! Se vi appassiona la moda etica ecco alcuni brand ecologici nascenti di abbigliamento sostenibile:

Alice in the Lab: Vegana e sostenitrice dei valori dell’antispecismo, la fondatrice del marchio nel suo laboratorio, realizza singolari collezioni prive di pelli, fibre animali e pellicce. Si tratta di capi creati ottenendo il massimo rendimento degli scarti tessili delle aziende della zona (materiali di recupero come il jersey, il jeans, il pile, la felpa ed anche la pelliccia sintetica) che vengono, in seguito stampati con la tecnica della serigrafia a freddo con colori ad acqua.

Tra i brand italiani che garantiscono un impatto ambientale dei prodotti più basso rispetto all’abbigliamento realizzato all’estero, troviamo: Quagga, Par.co denim, EcoGeco.

Anche l’ambito della telefonia si è interessato da un po’ di tempo ai cambiamenti epocali, infatti si parla sempre più di smartphone ecologici. A che punto sono i brand del settore? Quando si parla di smartphone ecologici, il colosso coreano Samsung, negli ultimi tempi, ha fatto dei passi importanti per cercare di diminuire l’impatto ambientale. Mentre Apple ha dichiarato di voler cominciare a produrre iPhone adoperando materie 100% riciclate.

Ovviamente non poteva mancare un approccio sostenibile anche da parte dell’immobiliare e dell’arredamento, con testimoniano i brand come i produttori di cucina Stosa e i leader di materassi e camere da letto Nuvola ParmaReti.

Smaltimento: materiali e oggetti difficili da smaltire

Quando si parla di ecologia e di “green” una delle prime cose che viene in mente è lo smaltimento dei rifiuti. Ci sono, infatti, tantissimi materiali che, una volta diventati inutili, dovrebbero essere smaltiti in maniera corretta per far sì che non inquinino.

Tra i vari materiali “delicati” da questo punto di vista possiamo vedere sicuramente gli strumenti tecnologici, come computer o telefonini. Partendo proprio da questi ultimi, una inchiesta compiuta da Altroconsumo ha messo in evidenza come per costruire un telefonino del peso di 100 grammi si usino circa 30 kg di materiali, tra i quali molti tossici. Per far fronte a questo problema varie aziende hanno iniziato a sviluppare smartphone ecologici, come il Samsung Blue Earth o l’Optimus G di LG.

Passando ora ai computer, lo smaltimento di questi è una procedura che va fatta con estrema attenzione, perché i componenti interni sono molto inquinanti se lasciati in natura, con il rischio di formare una vera e propria discarica a cielo aperto. La soluzione migliore, se non si volesse prendere la briga di smaltire un computer, è quella di donarlo, magari a delle associazioni che possono usarlo internamente, oppure venderlo, oppure ancora estrarre alcune parti che possono ancora essere utili (come la RAM o la scheda video) e procedere a smaltire tutto il resto.

Quando si parla di smaltimento computer si parla anche di RAEE (acronimo di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Tali rifiuti, in passato, dovevano essere portati presso delle eco-piazzole comunali, oggi invece, nel caso in cui si decida di acquistare un nuovo PC, possono essere dati indietro al venditore, che si occuperà in prima persona del corretto smaltimento (anche se la spesa è a carico dell’acquirente, per un costo di circa 3,5 centesimi di euro per chilo di rifiuto). Per maggiori informazioni sui centri RAEE, si può andare sul sito ufficiale.

Mete turistiche rovinate dall’inquinamento

Quando si parla di fare vacanza è importante scegliere con accortezza il posto dove andare. Oltre che gettare un occhio alle facilities, ovvero alle attrezzature a disposizione del turista, bisogna stare attenti all’inquinamento. Purtroppo, tra fabbriche ed auto in netto aumento, sono sempre più le mete turistiche che nel corso degli anni sono state rovinate dall’inquinamento.

Iniziamo dal sud Italia, con le zone di Taranto, Bari e Lecce, le cui spiagge sono state rovinate in passato dai rifiuti scaricati in mare nel corso degli anni ’40 e ’50, un ricordo storico che non ci fa certo piacere. Balneazione e attività come lo snorkeling sono spesso vietate proprio a causa di questo.

Dal Lazio in giù sono oltre 100 le spiagge italiane inquinante da batteri di origine chimica e fecale, che portano ovviamente dei rischi per la balneazione e la salute delle persone. In Calabria, ad esempio, oltre il 60% dei cittadini scarica i propri rifiuti, domestici o industriali, in mare.

Ma i problemi di inquinamento non ci sono solo a sud. Se si guarda al nord Italia, alcune aree della Liguria sono oggi inquinate: tra le spiagge citiamo quelle di Borgo Paradiso, Savona e Genova Nervi (fonte blitzquotidiano.it).

Rimanendo in Liguria, Legambiente dice che La Spezia è la città più inquinata in Italia, mentre spostandoci dall’altra parte dello stivale troviamo che in cima a questa triste classifica c’è anche Rimini. Benché famosa per le attrazioni turistiche, per le discoteche e per le strutture ricettive eleganti, non è certo il top quando si parla di inquinamento. Anche scendendo un po’ più giù la situazione non cambia: la vicina Riccione è nel mirino dei biologi. A questo punto la miglior vacanza diventa quella di scegliere un residence Riccione che offra divertimenti alternativi, oppure un B&B per stare in mezzo al verde e alla natura.

Rimaniamo sulla costa Adriatica e scendiamo fino alla regione Marche, dove vediamo che la lista di spiagge dove sarebbe meglio non fare il bagno include anche Gabicce Mare, Fano, Ancona e la Foce torrente Tesino di Grottammare. Eppure queste zone sono fortemente turistiche, numerosi i Grottammare hotel e le strutture ricettive ad Ancona in grado di ospitare single, coppie, famiglie con bambini piccoli e persone più anziane.

L’inquinamento è purtroppo una “brutta bestia” che rovina, oltre che le mete turistiche, anche la nostra salute. Bisognerebbe decidersi, una volta per tutte, a fare qualche cosa per combatterlo.