Marketing Strategies: Il caso New Keep Genova

E’ sempre un onore parlare di aziende ITALIANE che nonostante la crisi ormai decennale del settore continuano ad investire in R&D per affinare i propri servizi alle aziende del proprio territorio. New Keep, con sede a Genova, una piccola realtà ma in essere ormai da 10 anni è specializzata di attività avanzate di vendita, promozione e front office. Cliente ideale è la piccola e media impresa che vuole esternalizzare dette attività (le grosse aziende in genere hanno la propria forza vendita).

Un gruppo giovane e in perenne espansione che, citando dal sito ufficiale:

New Keep Genova rappresenta una rete capillare di servizi  sul territorio   nazionale per la consulenza dei servizi Business to Business e Business   to Consumer.   Oggi New Keep Genova poggia infatti su una rete di servizi consolidata e   strutturata per rispondere a tutte le esigenze di marketing , offrendo   un’ampia gamma di servizi per le PMI.

Un’opportunità quindi non solo per le PMI ma anche per giovani che volessero cimentarsi con le attività di vendita e crescere professionalmente.

New Keep accetta candidature per le posizioni ancora scoperte alla pagina http://www.new-keep.com/invia-il-tuo-cv.html

Maggiori informazioni possono essere tratte da sito ufficiale.

NEW KEEP

http://www.new-keep.com/

La sede principale è a Genova


Paolo Lugiato, Assorinnovabili e il green in Italia

Sono sempre di più in Italia le aziende che scelgono di puntare su tecnologie e progetti a basso impatto ambientale. L’importanza di contenere le emissioni di CO2 e risparmiare energia ha definitivamente fatto breccia nell’economia italiana ormai da qualche anno. Le cifre del settore green in Italia sono sicuramente sorprendenti, il che fa ben sperare anche per il futuro. Leggi Tutto


Mete turistiche rovinate dall’inquinamento

inquinamentoQuando si parla di fare vacanza è importante scegliere con accortezza il posto dove andare. Oltre che gettare un occhio alle facilities, ovvero alle attrezzature a disposizione del turista, bisogna stare attenti all’inquinamento. Purtroppo, tra fabbriche ed auto in netto aumento, sono sempre più le mete turistiche che nel corso degli anni sono state rovinate dall’inquinamento.

Iniziamo dal sud Italia, con le zone di Taranto, Bari e Lecce, le cui spiagge sono state rovinate in passato dai rifiuti scaricati in mare nel corso degli anni ’40 e ’50, un ricordo storico che non ci fa certo piacere. Balneazione e attività come lo snorkeling sono spesso vietate proprio a causa di questo.

Dal Lazio in giù sono oltre 100 le spiagge italiane inquinante da batteri di origine chimica e fecale, che portano ovviamente dei rischi per la balneazione e la salute delle persone. In Calabria, ad esempio, oltre il 60% dei cittadini scarica i propri rifiuti, domestici o industriali, in mare.

Ma i problemi di inquinamento non ci sono solo a sud. Se si guarda al nord Italia, alcune aree della Liguria sono oggi inquinate: tra le spiagge citiamo quelle di Borgo Paradiso, Savona e Genova Nervi (fonte blitzquotidiano.it).

Rimanendo in Liguria, Legambiente dice che La Spezia è la città più inquinata in Italia, mentre spostandoci dall’altra parte dello stivale troviamo che in cima a questa triste classifica c’è anche Rimini. Benché famosa per le attrazioni turistiche, per le discoteche e per le strutture ricettive eleganti, non è certo il top quando si parla di inquinamento. Anche scendendo un po’ più giù la situazione non cambia: la vicina Riccione è nel mirino dei biologi. A questo punto la miglior vacanza diventa quella di scegliere un residence Riccione che offra divertimenti alternativi, oppure un B&B per stare in mezzo al verde e alla natura.

Rimaniamo sulla costa Adriatica e scendiamo fino alla regione Marche, dove vediamo che la lista di spiagge dove sarebbe meglio non fare il bagno include anche Gabicce Mare, Fano, Ancona e la Foce torrente Tesino di Grottammare. Eppure queste zone sono fortemente turistiche, numerosi i Grottammare hotel e le strutture ricettive ad Ancona in grado di ospitare single, coppie, famiglie con bambini piccoli e persone più anziane.

L’inquinamento è purtroppo una “brutta bestia” che rovina, oltre che le mete turistiche, anche la nostra salute. Bisognerebbe decidersi, una volta per tutte, a fare qualche cosa per combatterlo.


SUV e fuoristrada: nemici dell’ambiente numero 1

suvL’ambiente deve essere preso a cuore, dobbiamo curarlo e volergli bene. Da qualche decennio a questa parte, complice anche l’aumento notevole di auto che sono in giro nei paesi più industrializzati, l’inquinamento è salito. Certo, non è tutta colpa delle nostre quattro ruote, perché bisogna considerare anche fabbriche e pesticidi, ad esempio, ma soprattutto nelle grandi città l’influenza delle auto è notevole. Leggi Tutto


L’assoluzione di Marco Tronchetti Provera nel caso Telecom: c’è da fidarsi?

ProveraDopo 10 anni di vicende giudiziarie, accuse e difese, termina finalmente la “telenovela” del caso Kroll, noto anche come processo Telecom: Marco Tronchetti Provera è ufficialmente assolto.

Prima di tutto i fatti. Leggi Tutto


Smaltimento: materiali e oggetti difficili da smaltire

Quando si parla di ecologia e di “green” una delle prime cose che viene in mente è lo smaltimento dei rifiuti. Ci sono, infatti, tantissimi materiali che, una volta diventati inutili, dovrebbero essere smaltiti in maniera corretta per far sì che non inquinino.

Tra i vari materiali “delicati” da questo punto di vista possiamo vedere sicuramente gli strumenti tecnologici, come computer o telefonini. Partendo proprio da questi ultimi, una inchiesta compiuta da Altroconsumo ha messo in evidenza come per costruire un telefonino del peso di 100 grammi si usino circa 30 kg di materiali, tra i quali molti tossici. Per far fronte a questo problema varie aziende hanno iniziato a sviluppare smartphone ecologici, come il Samsung Blue Earth o l’Optimus G di LG.

Passando ora ai computer, lo smaltimento di questi è una procedura che va fatta con estrema attenzione, perché i componenti interni sono molto inquinanti se lasciati in natura, con il rischio di formare una vera e propria discarica a cielo aperto. La soluzione migliore, se non si volesse prendere la briga di smaltire un computer, è quella di donarlo, magari a delle associazioni che possono usarlo internamente, oppure venderlo, oppure ancora estrarre alcune parti che possono ancora essere utili (come la RAM o la scheda video) e procedere a smaltire tutto il resto.

Quando si parla di smaltimento computer si parla anche di RAEE (acronimo di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Tali rifiuti, in passato, dovevano essere portati presso delle eco-piazzole comunali, oggi invece, nel caso in cui si decida di acquistare un nuovo PC, possono essere dati indietro al venditore, che si occuperà in prima persona del corretto smaltimento (anche se la spesa è a carico dell’acquirente, per un costo di circa 3,5 centesimi di euro per chilo di rifiuto). Per maggiori informazioni sui centri RAEE, si può andare sul sito ufficiale.


Pneumatici a fornitore unico e Formula 1: un binomio controverso

In un Campionato Mondiale di Formula 1, dove ogni anno le regole ed i dictat cambiano seguendo, o per meglio dire, assecondando le volubile bizze del patron Bernard Charles Ecclestone, le gomme hanno sempre rappresentato una incognita rilevante. Leggi Tutto


I computer sono ecologici?

Pro e contro per l’ambiente dell’avvento dei computer

1410258_network_combs_4Negli ultimi anni l’attenzione verso l’ambiente in cui viviamo e il risparmio energetico stanno diventando sempre più importanti. Tutte le aziende, dalle più piccole alle grandi multinazionali, dedicano parte dei loro budget alla salvaguardia dell’ambiente e alla ricerca nel proprio settore per sviluppare dispositivi e prodotti sempre più eco-friendly.

L’avvento del computer ha ridotto sempre più la quantità di materiale cartaceo grazie alla possibilità di archiviare le informazioni nella memoria interna e nei dispositivi usb o cd o di recente in archivi cloud in rete. D’altra parte sono aumentati i consumi di energia elettrica connessa, i danni all’ambiente risultanti dall’assenza di uno smaltimento corretto dei rifiuti. Uno studio di New Scientist sostiene che il pc inquini tanto quanto un SUV. Cosa possiamo fare dunque? Leggi Tutto


Impatto e impronta ambientale ai raggi X delle associazioni consumatori

Come le associazioni consumatori ci possono aiutare a sapere l’impatto ambientale dei prodotti che consumiamo

 

Impatti ambientali a confronto

Impatti ambientali a confronto

Come le associazioni consumatori ci possono aiutare a sapere l’impatto ambientale dei prodotti che consumiamo

Ecosostenibilità, impatto ambientale, risparmio e consumo energetico sono termini che quotidianamente sentiamo da tv, giornali.
Di fronte a dati allarmanti di un incessante innalzamento della temperatura globale, del lento esaurirsi delle risorse energetiche è facile sentirsi impotenti e spettatori passivi di un mondo che peggiora.

Indagini indipendenti, test comparativi svolti dalle associazioni di consumatori analizzano tout court l’impatto ambientale di qualsiasi nostra azione che inevitabilmente lascia una più o meno marcata impronta ambientale. Leggi Tutto


Capsule per caffè: comode, ma non sostenibili

La macchina per caffè è un prodotto comodo ed essenziale per un coffee addict.
Complici gli abbordabili prezzi del caffè in capsule, i relativi modelli hanno avuto ampia diffusione negli ultimi anni sia per un uso domestico che professionale.

Tuttavia, non sempre praticità ed eco sostenibilità vanno a braccetto.
Le capsule per le macchine da caffè sono in alluminio e, ovviamente, si trasformano in un rifiuto, una volta esaurita la loro funzione di contenitore. Nonostantenumerosi esempi di riciclaggio virtuoso dell’alluminio, non sempre sono adeguatamente diffusi i dati  – decisamente allarmanti – sulla produzione di alluminio.

Si stima che per produrre una lattina da 33 cl e di peso di 16 g si inquinano 38 metri cubi d’aria, 18 litri d’acqua e 30 cm cubi di suolo. Si generano 800 g di rifiuti tossici e altamente inquinanti che vengono stoccati in Paesi del terzo mondo; si emettono nell’atmosfera CFC-14 e di CFC-116, gas che danneggiano l’atmosfera in misura di 8.000 volte rispetto alla CO2; si stima che un terzo della lattina sia composta da petrolio e produce – in fase produttiva – il 40 % del suo peso  come puro rifiuto. Dulcis in fundo, il riciclo di una tonnellata di alluminio produce diossina in misura superiore di 80 volte rispetto a una tonnellata di rifiuti comuni.

Notizie a cui viene dato scarso rilievo, ma che occorre ben ponderare prima di acquistare una macchina per caffè in capsule. Comode, di sicuro, ma non proprio sostenibili, per via delle capsule. In attesa che venga brevettato un sistema alternativo al confezionamento in alluminio, forse conviene fare un po’ più di fatica e sorseggiare un tradizionale caffè sgorgato dalla intramontabile moka.