Pneumatici a fornitore unico e Formula 1: un binomio controverso

In un Campionato Mondiale di Formula 1, dove ogni anno le regole ed i dictat cambiano seguendo, o per meglio dire, assecondando le volubile bizze del patron Bernard Charles Ecclestone, le gomme hanno sempre rappresentato una incognita rilevante.

Sono proprio i  pneumatici, sviluppati tramite test e intrisi di materiali ad alta tecnologia, che abbinati al mezzo su cui sono montati fanno abbassare i tempi sul giro coniugando alte prestazioni ad una buona affidabilità.

Da quando però la direzione generale della Formula 1 ha deciso di adottare il fornitore unico le cose sono molto cambiate. La decisione fu adottata per evitare disparità e palesi vantaggi per quelle squadre che avessero deciso di adottare un fornitore piuttosto che un altro. Nel corso degli ultimi anni hanno fatto staffettaBridgestone e Pirelli ed è proprio quest’ultima che dal 2011 fornisce ai team ufficiali del campionato di formula 1 i pneumatici da qualifica e da gara.

Giustamente, le note vicende di Marco Tronchetti Provera e relativo scandalo in alta finanza, non hanno minato il buon rapporto tra Pirelli e Federazione.

Le strategie riguardo l’uso, il tipo e le mescole dei pneumatici che i team possono attuare sono decise e circoscritte dal regolamento FIA. Per ogni singolo Gran Premio i team hanno a disposizione quattro tipi gomme auto Pirelli: due da asciutto, uno da asfalto scivoloso ed uno da bagnato. Ogni pilota ha undici set di gomme slick ovvero lisce, senza scanalature: dopo le sessioni di prova libera ne rimangono solo sei  a disposizione di ciascun pilota per affrontare le tre serie di qualifica e l’intera gara domenicale. Prima della gara vengono scelte dalla Pirelli due mescole: quella che teoricamente performa meglio in quel dato tracciato, e prende il nome di“Prime” , ed un’altra, meno performante, che viene denominata “Option”. Non si capisce perché ma i team sono obbligati ad usare in gara entrambe le tipologie di pneumatici per ogni monoposto.

La Pirelli, ora nell’occhio del ciclone per gli incedenti di Silverstone, dovrà giustificare come, un ritrovato di così alta tecnologia, si sia sfaldato come quel famoso tonno tagliato dal grissino.


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