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	<title>Waste to Profit Italia</title>
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	<description>L&#039;ecologia conviene !</description>
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		<title>Pannelli Solari fai da te ?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 08:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi si può risparmiare molto denaro ogni anno grazie all’energia gratuita e rinnovabile. L’attuale contesto economico non è molto incoraggiante, quindi tutti noi stiamo cercando di ridurre i costi e una buona alternativa sarebbero i pannelli solari. L’energia termica arriva ogni giorno gratuitamente e il sole è l’unico modo per raggiungere questo obiettivo. Sempre più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://it.wastetoprofit.org/wp-content/uploads/2011/11/1244631242005_pannelli_solari.jpg"><img class="size-medium wp-image-20" title="1244631242005_pannelli_solari" src="http://it.wastetoprofit.org/wp-content/uploads/2011/11/1244631242005_pannelli_solari-300x300.jpg" alt="Pannelli Solari fai da te" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Pannelli Solari fai da te</p></div>
<p align="JUSTIFY">Oggi si può risparmiare molto denaro ogni anno grazie all’energia gratuita e rinnovabile. L’attuale contesto economico non è molto incoraggiante, quindi tutti noi stiamo cercando di ridurre i costi e una buona alternativa sarebbero i pannelli solari. L’energia termica arriva ogni giorno gratuitamente e il sole è l’unico modo per raggiungere questo obiettivo.</p>
<p align="JUSTIFY">Sempre più spesso, le spese per le bollette dell’energia elettrica aumentano e quindi le entrate diminuiscono: tutto ciò può essere risolto grazie all’ energia termica, aiutando allo stesso tempo l’ambiente.<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_termica">L’energia termica</a> funziona tramite i pannelli solari e le dimensioni dei pannelli sono progettate per soddisfare i bisogni energetici. Il consumo di energia elettrica degli apparecchi sarà rifornito dall’energia solare immagazzinata e trasformata attraverso i pannelli. Una serie di pannelli solari possono essere utilizzati per realizzare questo processo.</p>
<p align="JUSTIFY">Una riduzione radicale nella bolletta elettrica mensile è il risultato. Sono disponibili Kit fai da te economici e gli investimenti sono notevolmente inferiori a quelli di pannelli solari di grandi dimensioni a prezzo elevato. Grazie al “fai da te” è possibile assemblare il sistema da soli e si riduce in modo significativo l’investimento.</p>
<p><span id="more-19"></span></p>
<p align="JUSTIFY">Questi kit di solito forniscono tutti gli elementi necessari per l’installazione. Il Kit fai da te di solito ha tutti gli oggetti necessari, come viti, perni, viti, saldatore, calibri, compensato e un manuale di istruzioni completo. I manuali sono facili da usare e semplici da capire. L’installazione di pannelli solari permette di ridurre le spese di casa del 90%. Già dopo sette giorni dall’installazione, il risparmio sarà notevole. Questo è un ottimo modo per avere un impatto positivo sull’ecosistema.</p>
<p align="JUSTIFY">Ridurre il riscaldamento globale è un problema al quale tutti possono contribuire e questo è un ottimo modo per farlo. A questo punto è sufficiente navigare i siti Web in cui si trovano consigli o sono forniti suggerimenti e si trova una grande quantità di informazioni sui sistemi di energia solare, benefici, e molti altri suggerimenti informativi sulla generazione di energia elettrica. Gli svantaggi legati alla decisione di installarsi da soli i pannelli solari sono relativi alla presenza di aziende di installazione professionali.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel caso dell’installazione professionale, c’è più affidabilità e viene fornita anche una garanzia. Inoltre, alcune aziende di installazione di pannelli per l’energia solare forniscono le documentazioni per ottenere degli incentivi. Gli uffici regionali che si occupano di risparmio energetico, energia o eventualmente industria sono a conoscenza delle modalità di sostegno all’acquisto dei pannelli solari.</p>
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		<title>ILVA e l&#8217;inquinamento. Un diverso punto di vista.</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 17:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Certamente parlare di industria pesante, oggi, in Italia come in qualsiasi altro paese economicamente avanzato, suona alle orecchie della maggioranza degli ascoltatori decisamente arcaico. Il termine richiama alla mente i piani quinquennali sovietici dei primi anni dopo la rivoluzione, mentre il concetto stesso trasmette sensazioni che mettono quasi a disagio: si immaginano operai che lavorano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certamente parlare di industria pesante, oggi, in Italia come in qualsiasi altro paese economicamente avanzato, suona alle orecchie della maggioranza degli ascoltatori decisamente arcaico. Il termine richiama alla mente i piani quinquennali sovietici dei primi anni dopo la rivoluzione, mentre il concetto stesso trasmette sensazioni che mettono quasi a disagio: si immaginano operai che lavorano in condizioni disagiate, pesanti impatti ambientali, processi industriali macchinosi e tecnologicamente grezzi. Come spesso accade , però, tra l’immaginazione e la realtà la distanza non è poca, e tale iconografia risulta inesorabilmente datata. Senza trascurare che per tutto il XX secolo, l’industria pesante, e la siderurgia in primis, è stato uno degli indicatori usati per misurare la ricchezza e il grado di sviluppo di un Paese (in parte lo è ancor oggi, Cina e India insegnano…). Parlando di acciaio e acciaierie, inoltre, non bisogna cadere nell’errore di guardare al passato con gli occhi di oggi. L’opinione pubblica è ormai largamente orientata (giustamente, peraltro) a percepire problematiche, dalla sicurezza all’ambiente, con un grado di tolleranza di alcuni ordini di grandezza inferiore a quanto accadeva solo qualche decina di anni fa.<span id="more-17"></span></p>
<p>Un esempio personale, tra i tanti possibili: la vettura su cui chi scrive ha imparato a guidare (e vi assicuro che non sono Matusalemme) oggi farebbe inorridire qualsiasi commissione di omologazione, in termini di sicurezza all’urto, protezione dei passeggeri, consumi e inquinamento. Eppure io, e con me milioni di altri, ci andavamo in giro tranquillamente, senza per questo sentirci assassini dell’ambiente, più o meno consci che quella era la tecnologia all’epoca.</p>
<p>Altro esempio: a Milano, là dove ora sorge l’Università IULM, fino agli anni ’80 era attiva una fonderia (<span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.vedanimetalli.it/ita/1_solid.html">http://www.vedanimetalli.it/ita/1_solid.html</a></span></span>). Pensare a un impianto del genere in una zona semicentrale del capoluogo lombardo oggi sembra impossibile, ma per trent’anni la sua sirena aveva scandito le vite degli operai e del quartiere circostante. Se riportiamo il tutto nella corretta prospettiva storica, allora, si spiega facilmente perché certi impianti siderurgici, al tempo della loro costruzione, vennero più che ben accolti dalle comunità locali, tra loro non di rado impegnate in una lotta “senza esclusione di colpi” per essere le prescelte. E non stiamo parlando solo del dopoguerra: ancora negli anni ’70, la localizzazione del Quinto Centro Siderurgico (poi non realizzato causa crisi) a Gioia Tauro induceva gli emigrati calabresi a scrivere al sindaco del luogo per sapere “quando sarebbero potuti tornare a lavorare a casa loro” (<span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0008/articleid,0138_01_1971_0192_0008_4781177/">http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0008/articleid,0138_01_1971_0192_0008_4781177/</a></span></span>).</p>
<p>L’acciaio, sotto l’egida dell’Italsider, era allora visto soprattutto come fonte di posti di lavoro e di progresso economico. E si trattava di impianti che, causa arretratezze tecnologiche e minore sensibilità alle tematiche ambientali, avevano un impatto sul territorio e sui suoi abitanti enormemente superiore all’attuale. Di qui, paradossalmente, nasce “la maledizione dei sopravvenienti”.</p>
<p>L’inquinamento agisce in tempi lunghi, che talora si misurano in parecchi decenni, ma l’acciaio “pubblico” non c’è più – dissoltosi alla metà degli anni ’90 – mentre i privati che hanno rilevato gli impianti sopportano il biasimo per le conseguenze di azioni di cui spesso non sono responsabili. Ma anche sotto tale profilo le vicende si possono sviluppare in maniera divergente.</p>
<h3>Il caso Ilva</h3>
<p>Prendiamo il caso emblematico dell’Ilva Taranto. Il Gruppo Riva l’ha rilevata nel 1995 e da allora ha investito pesantemente sia sulla riduzione dell’impatto ambientale (oltre un miliardo di euro <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilvataranto.com/ambiente.asp">http://www.ilvataranto.com/ambiente.asp</a></span></span>) sia sul continuo miglioramento della sicurezza sul lavoro (infortuni dimezzati nel 2010 rispetto a cinque anni prima <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilvataranto.com/pdf/Rapporto_Sicurezza_2010.pdf">http://www.ilvataranto.com/pdf/Rapporto_Sicurezza_2010.pdf</a></span></span>). Ovviamente ancora molto si può fare, ma la strada imboccata sembra quella giusta, nonostante le organizzazioni ambientalistiche ne abbiamo fatto un bersaglio d’elezione. Tiro al bersaglio che invece è quasi assente, in proporzione, verso un altro pezzo della Finsider privatizzata: le Acciaierie di Piombino, passate primo al Gruppo Lucchini, poi ai russi della Severstal, per finire poi nel limbo del venture capital.</p>
<p>Qui le preoccupazioni sono di tutt’altra genere: riguardano gli investimenti, l’occupazione, (<span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.eurosiderscalo.com/it/archivio-news/607-lucchini-slitta-al-30-giugno-lincontro-per-la-ristrutturazione-del-debito">http://www.eurosiderscalo.com/it/archivio-news/607-lucchini-slitta-al-30-giugno-lincontro-per-la-ristrutturazione-del-debito</a></span></span>), addirittura si difende l’area a caldo (<span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2011/06/06/news/lucchini-a-rischio-la-sopravvivenza-della-fabbrica-4383920">http://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2011/06/06/news/lucchini-a-rischio-la-sopravvivenza-della-fabbrica-4383920</a></span></span>), autentica “bestia nera” degli ambientalisti.</p>
<p>Pare quasi che istituzioni, sindacati e società civile “si stringano a coorte” a prescindere intorno a un’azienda pericolante, mentre hanno ben poche remore a mettere in difficoltà imprese che, pur tra indubbie difficoltà e limiti, assolvono al loro compito istituzionale di produttrici di ricchezza.</p>
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		<title>Perchè l&#8217;ecologia conviene</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 07:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guadagnare dalla Differenziazione della Raccola dei Rifiuti La differenziazione dei rifiuti è una di quelle operazioni che ormai è importantissimo affrontare, infatti se si continua a inquinare in modo indiscriminato e a riempire discariche sempre più grandi di ogni sorta di rifiuti, in poco tempo la nostra Terra sarà ricoperta di rifiuti di ogni genere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Guadagnare dalla Differenziazione della Raccola dei Rifiuti</h2>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">La differenziazione dei rifiuti è una di quelle operazioni che ormai è importantissimo affrontare, infatti se si continua a inquinare in modo indiscriminato e a riempire discariche sempre più grandi di ogni sorta di rifiuti, in poco tempo la nostra Terra sarà ricoperta di rifiuti di ogni genere (già siamo su questa strada), per questo bisogna cercare di cambiare il proprio modo di pensare e orientarsi verso un tipo di riciclo dei rifiuti che porti a qualcosa di positivo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">L&#8217;Italia come alcuni altri Stati Europei non è certo da considerarsi all&#8217;avanguardia nel campo del riciclo e della raccolta differenziata, infatti sono pochissimi anni che lo Stato impone ai propri cittadini di farlo (anche se non con grande successo) e in ogni caso non si è ancora arrivati al momento nel quale non dovrà essere lo Stato stesso ad imporre questa politica, ma bensì il cittadino che di sua iniziativa sappia che cosa si debba fare e ancora più importante come poterlo fare. Fino a quando infatti ci deve essere un organo che obbliga i cittadini a comportarsi in un certo modo, il problema non si può considerare risolto e tanto meno si può considerare che la strada intrapresa sia quella giusta. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">La raccolta dei rifiuti è un business multimilionario al momento, infatti ogni comune è tenuto ad appaltare questo tipo di servizio ad un&#8217;azienda privata che si incarichi dello smaltimento dei rifiuti, spesso la stessa società è anche proprietaria della discarica del comune e in alcuni casi è anche inserita all&#8217;interno della gestione e distribuzione dell&#8217;acqua comunale. Questo può essere un vantaggio se la società è seria e non specula sul potere che gli è stato affidato, può essere invece uno svantaggio se coloro che dovrebbero differenziare la raccolta dei rifiuti invece di farlo accumulano tutto e poi lo portano all&#8217;inceneritore più vicino.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Molti sono gli Stati che cercano di risolvere il problema alla fonte, un esempio classico e che tutti dovremmo seguire è quello olandese, se infatti andrete in un supermercato e comprerete delle casse di acqua in bottiglie di plastica, vi accorgerete che vi sarà data la possibilità riportando i vuoti e ponendoli in un apposito macchinario di restituire i vuoti e ricevere indietro parte del costo della bottiglia di acqua, un modo molto intelligente per riciclare, differenziare e guadagnare.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il caricabatterie Solare: come funziona, nuove tendenze</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 08:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un caricabatterie solare è energia rinnovabile, in quanto la materia prima è il sole. Il caricabatterie solare è alimentato da energia solare fotovoltaica. Ha un pannello solare che assorbe la radiazione solare e la trasforma in energia elettrica. La corrente elettrica viene immagazzinata in una batteria interna, che serve a caricare la batteria di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Un caricabatterie solare è energia rinnovabile, in quanto la materia prima è il sole. Il caricabatterie solare è alimentato da energia solare fotovoltaica<strong>.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Ha un pannello solare che assorbe la radiazione solare e la trasforma in energia elettrica. La corrente elettrica viene immagazzinata in una batteria interna, che serve a caricare la batteria di un dispositivo elettronico. Inoltre, tutti i caricabatterie solari si possono ricaricare con la corrente elettrica. Il caricabatterie solare è dotato di vari adattatori che permettono il collegamento a diversi tipi di dispositivi elettronici: con la potenza di un caricabatteria solare è possibile mantenere attivo un Iphone o un Ipad per diverse ore, e in alcuni casi anche un <a href="http://www.alienpc.it">microcomputer</a> (purchè molto micro).</p>
<p align="JUSTIFY">Un caricabatterie solare permette di usufruire di vari vantaggi. Il primo, legato all&#8217;utilizzo del <a href="http://gogreen.virgilio.it/mondo-green/energie-rinnovabili/energia-fotovoltaica.html">fotovoltaico</a>, è che è portatile, quindi può ricaricare un dispositivo elettronico ovunque. È ad alta efficienza e assorbe qualsiasi tipo di luce. Ha una maggiore autonomia per la presenza di una batteria interna. È piccolo e leggero. È un prodotto ecologico, in quanto utilizza energie rinnovabili.</p>
<p align="JUSTIFY">Permette di risparmiare energia, in quanto la sua fonte principale è l’energia solare. Il caricabatterie solare non danneggia le batterie dei dispositivi mobili. Il tempo necessario per caricare con l’energia solare è dalle 4 alle 10 ore. Tra le nuove tendenze, il caricatore solare certificato dalla Apple per ricaricare l’iPhone oppure una borsa con pannello solare che permette al cellulare e all’eventuale lettore mp3 presente, di ricaricarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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