I computer sono ecologici?

Pro e contro per l’ambiente dell’avvento dei computer

1410258_network_combs_4Negli ultimi anni l’attenzione verso l’ambiente in cui viviamo e il risparmio energetico stanno diventando sempre più importanti. Tutte le aziende, dalle più piccole alle grandi multinazionali, dedicano parte dei loro budget alla salvaguardia dell’ambiente e alla ricerca nel proprio settore per sviluppare dispositivi e prodotti sempre più eco-friendly.

L’avvento del computer ha ridotto sempre più la quantità di materiale cartaceo grazie alla possibilità di archiviare le informazioni nella memoria interna e nei dispositivi usb o cd o di recente in archivi cloud in rete. D’altra parte sono aumentati i consumi di energia elettrica connessa, i danni all’ambiente risultanti dall’assenza di uno smaltimento corretto dei rifiuti. Uno studio di New Scientist sostiene che il pc inquini tanto quanto un SUV. Cosa possiamo fare dunque? Leggi Tutto


Impatto e impronta ambientale ai raggi X delle associazioni consumatori

Come le associazioni consumatori ci possono aiutare a sapere l’impatto ambientale dei prodotti che consumiamo

 

Impatti ambientali a confronto

Impatti ambientali a confronto

Come le associazioni consumatori ci possono aiutare a sapere l’impatto ambientale dei prodotti che consumiamo

Ecosostenibilità, impatto ambientale, risparmio e consumo energetico sono termini che quotidianamente sentiamo da tv, giornali.
Di fronte a dati allarmanti di un incessante innalzamento della temperatura globale, del lento esaurirsi delle risorse energetiche è facile sentirsi impotenti e spettatori passivi di un mondo che peggiora.

Indagini indipendenti, test comparativi svolti dalle associazioni di consumatori analizzano tout court l’impatto ambientale di qualsiasi nostra azione che inevitabilmente lascia una più o meno marcata impronta ambientale. Leggi Tutto


Capsule per caffè: comode, ma non sostenibili

La macchina per caffè è un prodotto comodo ed essenziale per un coffee addict.
Complici gli abbordabili prezzi del caffè in capsule, i relativi modelli hanno avuto ampia diffusione negli ultimi anni sia per un uso domestico che professionale.

Tuttavia, non sempre praticità ed eco sostenibilità vanno a braccetto.
Le capsule per le macchine da caffè sono in alluminio e, ovviamente, si trasformano in un rifiuto, una volta esaurita la loro funzione di contenitore. Nonostantenumerosi esempi di riciclaggio virtuoso dell’alluminio, non sempre sono adeguatamente diffusi i dati  – decisamente allarmanti – sulla produzione di alluminio.

Si stima che per produrre una lattina da 33 cl e di peso di 16 g si inquinano 38 metri cubi d’aria, 18 litri d’acqua e 30 cm cubi di suolo. Si generano 800 g di rifiuti tossici e altamente inquinanti che vengono stoccati in Paesi del terzo mondo; si emettono nell’atmosfera CFC-14 e di CFC-116, gas che danneggiano l’atmosfera in misura di 8.000 volte rispetto alla CO2; si stima che un terzo della lattina sia composta da petrolio e produce – in fase produttiva – il 40 % del suo peso  come puro rifiuto. Dulcis in fundo, il riciclo di una tonnellata di alluminio produce diossina in misura superiore di 80 volte rispetto a una tonnellata di rifiuti comuni.

Notizie a cui viene dato scarso rilievo, ma che occorre ben ponderare prima di acquistare una macchina per caffè in capsule. Comode, di sicuro, ma non proprio sostenibili, per via delle capsule. In attesa che venga brevettato un sistema alternativo al confezionamento in alluminio, forse conviene fare un po’ più di fatica e sorseggiare un tradizionale caffè sgorgato dalla intramontabile moka.


Capitalismo, grande industria e tutela dell’ambiente, sono davvero incompatibili?

Sempre di più negli ultimi anni l’opinione pubblica ha iniziato a occuparsi dei problemi ambientali del nostro pianeta, che sembrano farsi più seri e preoccupanti.

Molti di questi problemi sono dovuti in buona percentuale al nostro stile di vita troppo consumistico e alle industrie che negli ultimi decenni hanno spessospinto per una produzione di massa senza preoccuparsi dell’impatto ambientale. Questa però è una tendenza che ultimamente si sta lentamente invertendo.

Molte sono le società nel mondo, tra le prime quelle nord europee, che hanno iniziato a capire che il futuro è nell’ecocompatibilità. Leggi Tutto


Depositi rottami: perchè siamo contrari

Il Bel Paese nostro malgrado pullula di depositi rottami, che sono esteticamente dannosi per l’immagine dell’Italia riducendo l’esclusività e la bellezza dei nostri paesaggi e delle nostre città, ma non di meno sono un concentrato di soldi mal riposti che possono essere messi a frutto con il riclo dei materiali.

I depositi di rottami andrebbero smantellati completamente organizzando un sistema di smistamento e suddivisione dei materiali che compongono i resti per avviarli ad un trattamento di riciclo. Il nostro Paese non è ricco di materie prime, soprattutto ferrose e quindi optare per il recupero e il riciclo dei materiali provenienti da lavorazioni e rifiuti può essere una soluzione importante per l’economia italiana. Riutilizzare i rifiuti altrimenti abbandonati e depositati oltre ad essere vantaggioso dal punto di vista economico consentendo un risparmio sul materiale, è anche di maggior rispetto verso l’ambiente in cui viviamo. Leggi Tutto


Mozzarella e diossina: uno scandalo dimenticato?

La mozzarella è uno degli alimenti più buoni in assoluto: sano e ricco di proteine, di calcio, di vitamine, è consumato da grandi e bambini, sia da solo che per guarnire ed infarcire i nostri piatti. Una cosa che forse non tutti ricordano è che qualche anno fa (era il 2008 per la precisione) questo alimento è stato oggetto di uno scandalo che ai tempi fece molto scalpore: la contaminazione con la diossina delle mozzarelle di bufala.

Questo composto chimico è tossico anche a livelli minuscoli, dell’ordine di picogrammi, ovvero miliardesimi di grammo. I rischi legati alla salute umana sono diversi e vanno dai disturbi della funzione riproduttiva fino al diabete, senza dimenticare la possibilità di scatenare dei tumori.

Nel 2008, dicevamo, ci fu lo scandalo delle mozzarelle alla diossina, con il NOE (Nucleo Operativo Ecologico) e il NAS (Nucleo Antisofisticazioni) che sequestrarono diverse tonnellate di latte e di mozzarelle sospetti. Le indagini che ne seguirono portarono alla sbarra 109 persone, colpevoli di aver inquinato sostanze alimentari. Sembra, inoltre, che in determinati caseifici del casertano e dell’avellinese ci fossero dei livelli di diossina al di sopra della legge.

Quale è stata la causa che ha portato all’inquinamento del latte e, di conseguenza, delle mozzarelle? Sembra che le bufale, ovvero gli animali produttrici del latte con cui si fanno queste particolari mozzarelle, sarebbero state fatte mangiare in luoghi dove il terreno era contaminato.

I controlli che vengono fatti quotidianamente per assicurarci il massimo della freschezza e della qualità dei prodotti che consumiamo è importante, ma questo non vuole dire che bisogna dimenticare ciò che è successo in passato.


Cashback su prodotti ecologici

Il cashback è un fenomeno che sta assumendo proporzioni sempre maggiori. Per chi non sapesse di che cosa stiamo parlando, con la parola “cashback” si intende un ritorno di denaro che si ha per ogni acquisto che si effettua presso uno dei negozi convenzionati. Possiamo definirlo in pratica un sistema di remunerazione tanto più conveniente quanto più si fanno acquisti.

Tra i migliori sistemi di cashback attualmente presenti nel nostro paese vediamo quello proposto da Lyoness, azienda che da anni opera con successo e professionalità nel settore.

Il Cashback di Lyoness, oltre a rappresentare un vero e proprio boom in Italia, rappresenta anche per moltissimi privati e piccoli imprenditori un’opportunità di guadagno. Sono sempre di più le aziende, appartenenti alle più disparate categorie merceologiche, che decidono di entrare a far parte di questo circuito.

Tra i tanti, il settore dei prodotti riciclati e biologici non poteva cerco rimanerne escluso, soprattutto per il sempre maggiore interesse che le persone hanno verso il risparmio e il “green”.

Per fare due esempi, tra le varie aziende presenti nel sistema Lyoness citiamo la Green Sun di Livorno, il cui core business è la green economy dalla “A” alla “Z”, dal risparmio energetico fino ai prodotti chimici a basso impatto ambientale, e la Ecoproject di Monza, che invece si occupa, tra le altre cose, di fotovoltaico e termico solare.

Da un punto di vista dei vantaggi per le aziende che operano nel settore “green”, la partecipazione ad un sistema di cashback così importante come il già citato Lyoness potrebbe fornire una spinta eccellente verso l’acquisizione di una clientela sempre maggiore, il che significa anche un maggior numero di persone che decidono di iniziare ad aiutare l’ambiente passando al consumo di prodotti ecologici.


Pannelli Solari fai da te ?

Pannelli Solari fai da te

Pannelli Solari fai da te

Oggi si può risparmiare molto denaro ogni anno grazie all’energia gratuita e rinnovabile. L’attuale contesto economico non è molto incoraggiante, quindi tutti noi stiamo cercando di ridurre i costi e una buona alternativa sarebbero i pannelli solari. L’energia termica arriva ogni giorno gratuitamente e il sole è l’unico modo per raggiungere questo obiettivo.

Sempre più spesso, le spese per le bollette dell’energia elettrica aumentano e quindi le entrate diminuiscono: tutto ciò può essere risolto grazie all’ energia termica, aiutando allo stesso tempo l’ambiente.L’energia termica funziona tramite i pannelli solari e le dimensioni dei pannelli sono progettate per soddisfare i bisogni energetici. Il consumo di energia elettrica degli apparecchi sarà rifornito dall’energia solare immagazzinata e trasformata attraverso i pannelli. Una serie di pannelli solari possono essere utilizzati per realizzare questo processo.

Una riduzione radicale nella bolletta elettrica mensile è il risultato. Sono disponibili Kit fai da te economici e gli investimenti sono notevolmente inferiori a quelli di pannelli solari di grandi dimensioni a prezzo elevato. Grazie al “fai da te” è possibile assemblare il sistema da soli e si riduce in modo significativo l’investimento.

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ILVA e l’inquinamento. Un diverso punto di vista.

Certamente parlare di industria pesante, oggi, in Italia come in qualsiasi altro paese economicamente avanzato, suona alle orecchie della maggioranza degli ascoltatori decisamente arcaico. Il termine richiama alla mente i piani quinquennali sovietici dei primi anni dopo la rivoluzione, mentre il concetto stesso trasmette sensazioni che mettono quasi a disagio: si immaginano operai che lavorano in condizioni disagiate, pesanti impatti ambientali, processi industriali macchinosi e tecnologicamente grezzi. Come spesso accade , però, tra l’immaginazione e la realtà la distanza non è poca, e tale iconografia risulta inesorabilmente datata. Senza trascurare che per tutto il XX secolo, l’industria pesante, e la siderurgia in primis, è stato uno degli indicatori usati per misurare la ricchezza e il grado di sviluppo di un Paese (in parte lo è ancor oggi, Cina e India insegnano…). Parlando di acciaio e acciaierie, inoltre, non bisogna cadere nell’errore di guardare al passato con gli occhi di oggi. L’opinione pubblica è ormai largamente orientata (giustamente, peraltro) a percepire problematiche, dalla sicurezza all’ambiente, con un grado di tolleranza di alcuni ordini di grandezza inferiore a quanto accadeva solo qualche decina di anni fa. Leggi Tutto


Perchè l’ecologia conviene

Guadagnare dalla Differenziazione della Raccola dei Rifiuti

La differenziazione dei rifiuti è una di quelle operazioni che ormai è importantissimo affrontare, infatti se si continua a inquinare in modo indiscriminato e a riempire discariche sempre più grandi di ogni sorta di rifiuti, in poco tempo la nostra Terra sarà ricoperta di rifiuti di ogni genere (già siamo su questa strada), per questo bisogna cercare di cambiare il proprio modo di pensare e orientarsi verso un tipo di riciclo dei rifiuti che porti a qualcosa di positivo.

L’Italia come alcuni altri Stati Europei non è certo da considerarsi all’avanguardia nel campo del riciclo e della raccolta differenziata, infatti sono pochissimi anni che lo Stato impone ai propri cittadini di farlo (anche se non con grande successo) e in ogni caso non si è ancora arrivati al momento nel quale non dovrà essere lo Stato stesso ad imporre questa politica, ma bensì il cittadino che di sua iniziativa sappia che cosa si debba fare e ancora più importante come poterlo fare. Fino a quando infatti ci deve essere un organo che obbliga i cittadini a comportarsi in un certo modo, il problema non si può considerare risolto e tanto meno si può considerare che la strada intrapresa sia quella giusta.

La raccolta dei rifiuti è un business multimilionario al momento, infatti ogni comune è tenuto ad appaltare questo tipo di servizio ad un’azienda privata che si incarichi dello smaltimento dei rifiuti, spesso la stessa società è anche proprietaria della discarica del comune e in alcuni casi è anche inserita all’interno della gestione e distribuzione dell’acqua comunale. Questo può essere un vantaggio se la società è seria e non specula sul potere che gli è stato affidato, può essere invece uno svantaggio se coloro che dovrebbero differenziare la raccolta dei rifiuti invece di farlo accumulano tutto e poi lo portano all’inceneritore più vicino.

Molti sono gli Stati che cercano di risolvere il problema alla fonte, un esempio classico e che tutti dovremmo seguire è quello olandese, se infatti andrete in un supermercato e comprerete delle casse di acqua in bottiglie di plastica, vi accorgerete che vi sarà data la possibilità riportando i vuoti e ponendoli in un apposito macchinario di restituire i vuoti e ricevere indietro parte del costo della bottiglia di acqua, un modo molto intelligente per riciclare, differenziare e guadagnare.